Lipofilling o mastoplastica additiva?

Uno dei desideri più ricorrenti delle donne è quello di avere il seno una o due taglie più grande. Ciò stimola la scienza medica a trovare nuove soluzioni che possano soddisfare tali richieste procurando il minor disagio possibile. Recentemente si è parlato nuovamente della possibilità di procedere con l’ infiltrazione di grasso autologo per aumentare il volume del seno. Questa è una idea molto stuzzicante perché se si considera che la mammella è composta per circa quattro quinti di cellule adipose, aumentare il loro numero dovrebbe essere una soluzione addirittura scontata.

Il lipofilling al seno

La tecnica per aumentare il volume del seno e modellare la sua forma impiegando cellule adipose prelevate dalla stessa paziente è chiamata lipofilling. In pratica il chirurgo estetico esegue una liposuzione (c’è sempre una sede dalla quale si può aspirare un po’ di adipe) per prelevare una quantità di tessuto adiposo adatto all’obiettivo. Il grasso viene quindi centrifugato per separare la parte che è idonea all’ infiltrazione. Successivamente con un ago di calibro importante viene infiltrato il tessuto adiposo facendo attenzione a non provocare una eccessiva pressione che potrebbe danneggiare le cellule adipose. La procedura viene eseguita in anestesia locale ed ha una durata non superiore a 30 minuti.

In teoria con questa tecnica si potrebbe quindi aumentare il seno della misura desiderata ma purtroppo la pratica è diversa. Il lipofilling attualmente non è in grado di sostituire la mastoplastica additiva perché presenta alcuni punti critici e alcune complicanze che possono essere rilevanti.

  1. Riassorbimento del tessuto adiposo
    Il grasso infiltrato nel seno è destinato a riassorbirsi in una rilevante proporzione. Purtroppo il trapianto di grasso (perché di questo si tratta) non è sufficientemente stabile da consentire un aumento abbastanza certo e controllabile. Di conseguenza è possibile che infiltrando il tessuto adiposo si riassorba ad esempio il 40 % ma questo processo può essere asimmetrico è quindi lasciare il seno disarmonico.
  2. Cicatrici calcificate
    Quando il grasso si riassorbe lascia internamente una sorta di cicatrici calcificate che in sé non rappresentano un problema. Il problema invece è la sede dell’ infiltrazione perché tali esiti cicatriziali durante una mammografia possono essere confusi con un carcinoma mammario o ancora peggio un carcinoma mammario potrebbe essere nascosto dalle cicatrici. Ciò deve essere presso in considerazione in maniera molto seria e quindi il lipofilling è consigliabile solo perifericamente alla ghiandola mammaria. In questa maniera non potrà essere intesa questa tecnica come sistema chirurgico per aumentare il volume del seno ma solo come procedura per modellare qualche piccolo difetto.

Meglio la mastoplastica additiva

La scelta scientificamente valida per aumentare e modellare il seno continua ad essere la mastoplastica additiva che offre la possibilità di aumentare il volume praticamente come si desidera. La procedura comporta alcuni rischi che sono comunque noti e molto controllati e controllabili. Ogni anno milioni di donne si sottopongono a questo intervento senza alcun problema. I costi della mastoplastica additiva sono più abbordabili che in passato e le protesi mammarie – quelle di qualità – offrono una morbidezza molto naturale.